PREMIO LETTERARIO RI.P.DI.CO. – SCRITTORI DELLA GIUSTIZIA (9° edizione) | Opere vincitrici.

Nella serata conclusiva del PREMIO LETTERARIO RI.P.DI.CO. SCRITTORI DELLA GIUSTIZIA – 9° edizione, tenutasi a Roma il 14 LUGLIO 2015, presso il Circolo Canottieri ROMA, sono risultate opere vincitrici:

Per la NARRATIVA,

Giuseppe Marotta, “Sfrattati”  (Corbaccio Ed.)

Per la SAGGISTICA,

Paola Di Nicola, “La Giudice. Una donna in magistratura.” (Ghena Book Ed.)

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Il Premio Ri.P.Di.Co.  –  Scrittori della Giustizia, nel 2015,  è ormai giunto alla sua nona edizione e gode di ottima salute. Ancora una volta, la serata conclusiva, svoltasi il 14 luglio 2015 a Roma, nella splendida cornice del Circolo Canottieri ROMA,  ha offerto agli operatori del diritto e agli amanti della letteratura un’occasione per riflettere e confrontarsi sui temi della Giustizia da svariati punti di vista.

Un ringraziamento va a tutti i ripdichiani: i componenti della Giuria (UMBERTO APICE ADOLFO DI MAIO, MARCELLO FOSCHINI,  TOMMASO FROSINI, CESARE MILANESE, CLAUDIA VALERIO PAGAN, MIMMO LIGUORO,  ELIGIO RESTA, BRUNO CAPPONI, CHIARA LICO, MASSIMO FERRO, ALESSANDRO FERRETTI, ERMINIO CARMELO AMELIO), i componenti del Comitato promotore (Umberto Apice, Alessandro Ferretti, Flavio Musto), i componenti del Comitato organizzatore (Corrado De Martini, Alessandro Ferretti, Flavio Musto, Stefano Nicita), il lettore ufficiale della serata (Laura Vasselli), la fotografa (Silvia Apice), tutti i concorrenti (Ornella Aprile Matasconi, Giuseppe Marotta, Massimo Mannucci, Luciana Breggia, Paola Di Nicola, Guido Rispoli, Vito Mancuso) e gli sponsor (Giappichelli Ed., Unicredit Banca). Un ringraziamento speciale va tributato al Circolo Canottieri Roma e, in particolare, a Massimo Mannocchi che ne è Segretario Generale. 

Ancora una volta, l’ottima riuscita dell’evento è stata possibile grazie alla costante collaborazione di tutte le persone “coinvolte” dall’instancabile attività  del Pres. Umberto Apice il quale,  dividendosi tra gli impegni di Avvocato Generale di Cassazione, di direttore di Ri.P.Di.Co.  e (last but not least!) di scrittore, riesce sempre ad imprimere un sapiente indirizzo alla “nostra”  competizione letteraria.

Qui di seguito l’articolo di resoconto giornalistico  con fotografie di Christian Marchetti (Addetto Stampa Circolo Canottieri Roma), pubblicato sul sito del Circolo Canottieri ROMA:

RESOCONTO PREMIO LETTERARIO RIPDICO 9° EDIZIONE  |  14 luglio 2015

La giustizia. Le mille forme, le molteplici sfumature, le tante strade da percorrere per raggiungerla e conquistarla. La giustizia che finisce sui libri, seppure non seguendo i consueti binari che portano a riempire tonnellate di manuali e codici, bensì romanzi, saggi, persino opere per l’infanzia. Quel tipo di giustizia che viene celebrato annualmente dal premio letterario “Scrittori della Giustizia“, indetto da RI.P.DI.CO (“Rivista Parlata di Diritto Concorsuale”) e Centro Studi di Diritto Fallimentare e Societario. Premio che ieri sera, per il secondo anno consecutivo, ha vissuto il momento clou della proclamazione dei vincitori al Circolo Canottieri Roma, grazie anche all’interessamento e alla passione del Segretario generale, l’avvocato Massimo Mannocchi.

Un’intensa serata al termine della quale sono stati proclamati vincitori Giuseppe Marotta, autore di “Sfrattati” (Corbaccio), opera inserita nella sezione Narrativa, e Paola Di Nicola, con il suo “La giudice. Una donna in magistratura” (Ghena Book), per la Saggistica. Due testi coraggiosi riusciti a spuntarla “sul filo di lana”, per dirla con il presidente del premio Umberto Apice, sugli altri libri in concorso, sottolineando l’altissima qualità anche quest’anno registrata.

Non certo mera opera di fantasia quella di Giuseppe Marotta, ufficiale giudiziario che – citando la presentazione della casa editrice – “offre un racconto struggente e intensamente umano del nostro Paese oggi. Il racconto di una crisi che colpisce sempre più persone. Marotta ci mostra uno spaccato estremamente originale da una prospettiva sconosciuta e inaspettatamente compassionevole. E si mette in gioco in prima persona: lui figura odiata e temuta e, allo stesso tempo, garante di giustizia e artefice di mediazione”.

“Ci vuole tatto per entrare in casa di sconosciuti, da soli, senza scorte, e chieder conto di un debito, minacciare un pignoramento o uno sfratto. – scrive infatti Marotta – Ci vuole tatto e coraggio. Bisogna entrarci in punta di piedi nelle case altrui. Anche questo fa parte del mio mestiere”.

Paola Di Nicola affronta invece un tema magari sconosciuto al grande pubblico eppure sempre vivo nelle aule di tribunale. “Ritornare a riflettere sulla storia delle donne nella magistratura italiana attraverso una vita intrigante e vera – riporta la nota di presentazione de ‘La giudice’ – significa ritrovare il piacere di pensare senza preconcetti e senza tralasciare nulla. Secoli di pregiudizi hanno visto la donna lontana da certi luoghi e da certe funzioni e ora, passando attraverso i corridoi del carcere di Poggioreale, nulla sembra turbare quel ticchettio di un passo deciso, eppure dentro di sé mille domande si rincorrono, prima fra tutte: cosa penserà l’imputato trovandosi di fronte una donna magistrato? I pregiudizi sono duri da estirpare ma ora, attraverso la voce di Paola Di Nicola, scopriamo il piacere di un vissuto e di un mestiere che abbraccia le vite degli altri in un unico manto che ‘traveste e nasconde’: la toga”.

Altre opere in gara, per la narrativa, “Gli artigli dell’innocenza” di Ornella Aprile Matasconi (Acca ed.) e “Testa o croce” di Massimo Mannucci (Soc. ed. Fiorentina). Per la saggistica: “Il giudice alla rovescia” di Luciana Breggia (Einaudi) e “La bellezza, la legge e Dio” di Guido Rispoli e Vito Mancuso (Il Margine ed.).

Componevano la giuria, presieduta dal magistrato Umberto Apice; gli avvocati e professori universitari Adolfo Di Majo e Marcello Foschini; il costituzionalista e professore universitario Tommaso Frosini; lo scrittore Cesare Milanese; la saggista Claudia Valerio Pagan; i giornalisti televisivi e scrittori Mimmo Liguoro e Chiara Lico; il professore ordinario di Filosofia del Diritto Eligio Resta; l’avvocato, professore universitario e scrittore Bruno Capponi; i magistrati e scrittori Erminio Carmelo Amelio e Massimo Ferro; nonché gli avvocati Alessandro Ferretti (segreteria) e Stefano Nicita (organizzazione).

Dopo la presentazione dei sei libri finalisti e prima dell’intervista agli autori curate dallo stesso Umberto Apice, l’avvocato Laura Vasselli ha letto stralci delle opere, accompagnando idealmente il gremito salone di rappresentanza del Circolo all’interno delle pagine. Dunque le votazioni e, a mitigare la trepidante attesa degli autori finalisti, il ricco cocktail tenuto nell’area piscina.

A tarda sera, allora, la proclamazione, l’applauso e i saluti a vincitori e vinti. Scrittori, narratori, profondi conoscitori nonché amanti della giustizia. Quella giustizia che esce dalle aule di tribunale e prende forme sempre nuove sulla pagina.”

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