Giurisprudenza concorsuale – n. 4.11

Cass. civ. Sez. VI, Ord., 08-02-2011, n. 3063 e Cass. civ. Sez. VI, Ord., 08-02-2011, n. 3060

Il privilegio generale mobiliare previsto dall’art. 2752, 1° comma, c.c. va esteso al credito erariale da imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) anche se quest’ultimo sia sorto prima dell’entrata in vigore dell’art. 39 d.l. n. 159/2007 (convertito con modificazioni in legge n. 222/2007), norma in base alla quale tale imposta è stata espressamente inclusa tra i crediti privilegiati di cui al citato art. 2752, 1° comma, c.c..

La possibilità di una interpretazione estensiva dell’art. 2752 c.c. deriva dall’applicazione del principio di cui all’art. 53 Cost., per cui tutti sono tenuti a concorrere alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva: obbligo dettato dalla fondamentale esigenza di reperire i mezzi necessari per consentire allo Stato ed agli altri enti pubblici di poter assolvere i loro compiti istituzionali. Proprio tale esigenza giustifica il privilegio per i crediti individuati dall’art. 2752 c.c., in quanto i summenzionati enti devono poter fare affidamento in tempi brevi su riscossioni certe.

L’ interpretazione estensiva della norma si giustifica anche in ragione del fatto che l’IRAP è stata introdotta dall’art. 36 del d. lgs. n. 446/1997 che ha contemporaneamente abolito l’ILOR (imposta locale sui redditi), senza statuire una contestuale modifica dell’art. 2752 c.c., il quale prevedeva privilegio generale sui mobili per il credito per ILOR: pertanto, essendo IRAP ed ILOR imposte erariali e reali, volte a colpire le stesse fonti di ricchezza, vanno soggette, per l’accertamento, la riscossione ed il contenzioso, alla medesima disciplina (cfr. Cass. 4861/2010 e 17925/2010).

 Abstract redazionali, C.C.

Cass. civ. Sez. I, Sent., 28-01-2011, n. 2106

La cessione di credito, se utilizzata per estinguere un debito pecuniario scaduto ed esigibile – salvo che sia stata stipulata in funzione di garanzia di un debito sorto contestualmente e non ancora scaduto – costituisce un mezzo di pagamento anomalo rispetto a quello effettuato con denaro o con titoli di credito considerati equivalenti ed è, quindi, soggetta a revocatoria ex art. 67, 1° comma, n. 2, l. fall. è (cfr. Cass. 17683/2009; Cass. 1617/2009; Cass. 26154/2006).

 Abstract redazionali, C.C.

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