Archive for marzo, 2011

marzo 18, 2011

Giurisprudenza concorsuale – n. 5.11

  • Cass. civ. Sez. II, Sent., 15-02-2011, n. 3728
  • In tema di preliminare di compravendita, comunicata dal promittente venditore la volontà di recedere dal contratto e di incamerare la ricevuta caparra confirmatoria, ai sensi dell’art. 1385 c.c., comma 2, e promossa, prima del fallimento del promissario tradens, domanda giudiziale diretta alla declaratoria della legittimità dell’avvenuto esercizio del mezzo di autotutela per reagire all’altrui inadempimento, imputabile e di non scarsa importanza, il sopravvenuto fallimento di quest’ultimo preclude al curatore di paralizzare, attraverso l’esercizio della facoltà di sciogliersi dal contratto L. Fall., ex art. 72, comma 2, l’emissione di una sentenza, opponibile alla massa dei creditori, che, accogliendo la domanda del promittente, accerti, con effetto ex tunc, l’intervenuta caducazione, già in via stragiudiziale, degli effetti negoziali.

Massima redazionale, S.N.

marzo 16, 2011

Dottrina

Nella sezione DOTTRINA un contributo dell’ Avv. Ilaria Malagrida (Foro di Napoli) su:

Effetti della sentenza di fallimento per i creditori. I rapporti tra esecuzione individuale e concorsuale. Il credito fondiario.

Lucidi della relazione tenuta a Ripdico il 14.03.2011.

marzo 14, 2011

Editoriale Ri.P.Di.Co. | 14 marzo 2011

  Rea e “La fabbrica dell’obbedienza. Il lato oscuro e complice degli Italiani ”.

In questi giorni un editoriale in una Rivista per giuristi non dovrebbe ignorare quello che sta accadendo sul piano delle riforme che riguardano la giustizia. Poiché non voglio attizzare polemiche, mi limito a parafrasare uno di quegli aforismi che resero celebre Ennio Flaiano: “ questa Italia- ma forse oggi Flaiano direbbe “ questo governo” – sembra mossa da un bisogno sfrenato di ingiustizia ”. Ma preferiamo parlare d’altro, che – a pensarci bene – altro non è.

  Che opinione si ha degli Italiani nel mondo?  Alcuni anni fa un’attrice svedese, che per mille sue ragioni con gli Italiani era piuttosto incavolata, disse in un’intervista che gli Italiani sono un disastro; sono sempre privi di elementi di giudizio. E li paragonò alle giraffe. Si può chiedere a una giraffa cosa pensa del Vietnam? Però sono allegri e cantano: ingenuità, schiettezza e simpatia.  La stessa opinione l’avevano i famosi viaggiatori del Settecento – Ottocento, come Stendhal, che pure amava l’Italia. E, venendo ai giorni nostri, il filosofo Emanuele Trevi, sulla stessa scia di Stendhal, scrive che l’italiano “ è stato sempre oppresso da preti e poliziotti, privato di ogni forma di libertà politica e intellettuale, quasi imprigionato in una specie di perpetua infanzia psicologica ”. Ed è proprio di questi giorni l’indignato sfogo di uno scrittore misurato e appartato, Ermanno Rea, che scrive: “ Siamo pur sempre il paese che, attraverso Machiavelli, ha mostrato al mondo il “ volto demoniaco del potere ”; che ha inventato il fascismo e che continua imperterrito a premiare elettoralmente, con un entusiasmo a dir poco raccapricciante, gli artefici di un regime così corrotto e maleodorante che non si sa più con quale aggettivo bollarlo ”.

   Ovviamente sono giudizi che vanno presi con le molle, anche se, guardando il presente, viene da pensare che Ingrid Thulin, Stendhal, Trevi  e Ermanno Rea abbiano ragione. Per consolarci dobbiamo pensare al passato, a quei campioni del pensiero libertario che furono Giordano Bruno e Tommaso Campanella. Pensiamo a quanto fu eroico il “ no ” di Giordano Bruno: si legge nel Giornale dell’Arciconfraternita di San Giovanni Decollato: “ E tanto perseverò nella sua ostinazione, che da’ ministri di giustizia fu condotto in Campo dei Fiori e li confortatori sino a l’ultimo punto confortandolo a lasciar la sua ostinazione, con la quale finalmente finì la sua misera et infelice vita. ”

   Allora, non è vero che gli Italiani sono tutti giraffe, che pensano solo a cantare e a raccontare barzellette. Al contrario: abbiamo fulgidi esempi di serietà e di coerenza morale. E non dobbiamo dimenticare che l’Italia è il paese del Rinascimento. Ma è vero anche che è il paese della Controriforma e dell’Inquisizione. E allora neppure dobbiamo sottovalutare che il sopruso e la ribalderia, specialmente quando sono mascherati da apparente bonarietà, si trasformano in istituzione e quindi in costume diffuso. Avete mai immaginato qualcuno che va a confessare di non pagare le tasse? Il confessore si farebbe una risata. O riusciamo a immaginare che un banchiere truffatore, un bancarottiere, un ricattatore di professione, venga scomunicato o additato al biasimo pubblico? Di fronte al ricco che ruba, evade, corrompe, specula, mette sul lastrico la povera gente, l’italiano medio ride, dà gomitate all’altro italiano medio, si diverte a guardare le vignette satiriche che fanno i comici di turno.

   Queste riflessioni mi sono state ispirate dall’ultimo libro di Ermanno Rea, che speriamo serva a svegliare qualche coscienza, a sollevare una sana indignazione ( ma il guaio è che coloro che  leggono libri sono già svegli e già abbastanza indignati, peccato che siano così pochi ). E trovo bellissimi, oltre ai contenuti, il titolo e il sottotitolo del libro di Rea: “ La fabbrica dell’obbedienza. Il lato oscuro e complice degli Italiani ”.

Umberto Apice

marzo 14, 2011

Programma Ri.P.Di.Co. | 14 marzo 2011

Ore 14,30 – 18,30

SALA Conferenze   BNL  – Piazza Albania, 33  

EDITORIALE

Rea e la fabbrica dell’obbedienza.

Umberto Apice

CORSO DI FORMAZIONE

Lezione III:  Effetti della sentenza di fallimento per i creditori.  | Effetti della sentenza di fallimento sui rapporti giuridici preesistenti.

Intervengono:

  • avv. Ilaria Malagrida
  • dott.  Federico Toledo
  • avv. Maria Teresa Della Cortiglia

  

COFFEE BREAK

 GIURISPRUDENZA FALLIMENTARE

Umberto Apice

1.   Cass. Pen. Sez. Un. n.36551 del 14.10.2010  –  Bancarotta patrimoniale per l’acquisto di azioni.

2.   Cass. SS.UU. n. 22146 del 29.10.2010 –  Soglie di fallibilità e criterio di valutazione delle immobilizzazioni.

3.  Cass. n.3728 del 15.02.2011  –  Recesso del venditore nel preliminare e preclusione dell’opzione di scelta da parte del curatore.

DOTTRINA

Il Concordato preventivo secondo il professionista che attesta il piano di fattibilità

dott. Massimo Zeno

marzo 7, 2011

Giurisprudenza concorsuale – n. 4.11

Cass. civ. Sez. VI, Ord., 08-02-2011, n. 3063 e Cass. civ. Sez. VI, Ord., 08-02-2011, n. 3060

Il privilegio generale mobiliare previsto dall’art. 2752, 1° comma, c.c. va esteso al credito erariale da imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) anche se quest’ultimo sia sorto prima dell’entrata in vigore dell’art. 39 d.l. n. 159/2007 (convertito con modificazioni in legge n. 222/2007), norma in base alla quale tale imposta è stata espressamente inclusa tra i crediti privilegiati di cui al citato art. 2752, 1° comma, c.c..

La possibilità di una interpretazione estensiva dell’art. 2752 c.c. deriva dall’applicazione del principio di cui all’art. 53 Cost., per cui tutti sono tenuti a concorrere alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva: obbligo dettato dalla fondamentale esigenza di reperire i mezzi necessari per consentire allo Stato ed agli altri enti pubblici di poter assolvere i loro compiti istituzionali. Proprio tale esigenza giustifica il privilegio per i crediti individuati dall’art. 2752 c.c., in quanto i summenzionati enti devono poter fare affidamento in tempi brevi su riscossioni certe.

L’ interpretazione estensiva della norma si giustifica anche in ragione del fatto che l’IRAP è stata introdotta dall’art. 36 del d. lgs. n. 446/1997 che ha contemporaneamente abolito l’ILOR (imposta locale sui redditi), senza statuire una contestuale modifica dell’art. 2752 c.c., il quale prevedeva privilegio generale sui mobili per il credito per ILOR: pertanto, essendo IRAP ed ILOR imposte erariali e reali, volte a colpire le stesse fonti di ricchezza, vanno soggette, per l’accertamento, la riscossione ed il contenzioso, alla medesima disciplina (cfr. Cass. 4861/2010 e 17925/2010).

 Abstract redazionali, C.C.

Cass. civ. Sez. I, Sent., 28-01-2011, n. 2106

La cessione di credito, se utilizzata per estinguere un debito pecuniario scaduto ed esigibile – salvo che sia stata stipulata in funzione di garanzia di un debito sorto contestualmente e non ancora scaduto – costituisce un mezzo di pagamento anomalo rispetto a quello effettuato con denaro o con titoli di credito considerati equivalenti ed è, quindi, soggetta a revocatoria ex art. 67, 1° comma, n. 2, l. fall. è (cfr. Cass. 17683/2009; Cass. 1617/2009; Cass. 26154/2006).

 Abstract redazionali, C.C.